IL PROTOCOLLO BECK
Riportiamo l'articolo del dott. Robert Beck, pioniere della medicina elettronica, per il suo grande interesse.
Nel 1990 presso l'Università di Medicina Albert Einstein, N.Y.C. fu scoperto che una corrente molto bassa (da 50 a 100 microampere) può alterare lo strato proteico esterno del virus HIV, impedendone il successivo aggancio ai siti recettori (Science News, 30 marzo 1991, pag.207).
Può allo stesso modo neutralizzare l'Epstein Barr (sindrome da fatica cronica), l'epatite infettiva, l'herpes B, la candida, il lupus, e anche il raffreddore. I sieropositivi che usano queste informazioni possono aspettarsi un test PCR e un antigene di superficie p24 negativo dopo appena 30 giorni dall'inizio del programma di neutralizzazione: questo equivale a dire che l'HIV non è più riscontrabile nel loro sangue. Nella maggior parte dei casi si assiste alla diminuzione o alla sparizione dei sintomi.
Molti altri virus potrebbero essere neutralizzati usando questa tecnica, che prende le mosse dalla scoperta della possibilità di rendere innocuo il morso dei serpenti velenosi attraverso l'applicazione di una corrente elettrica, che istantaneamente neutralizza la tossicità del veleno (Lancet, 26 Luglio 1986, pag 229).
Il trattamento di purificazione del sangue attraverso la sua elettrificazione è molto facile da effettuare e offre grandi promesse anche come metodo per neutralizzare i diversi ceppi di virus ancora presenti purtroppo nelle banche di sangue europee e americane. E' stato suggerito in passato che i sieropositivi possono essere curati rimuovendo il loro sangue, trattandolo elettronicamente e rimettendolo in circolo con metodi simili alla dialisi. Il dr Steven Kaali, MD, ha scritto che " anni di test passeranno prima che tali metodi "in vitro" possano essere pronti per rendere tali trattamenti di uso comune". (Longevity, dic.1992, pag.14).
Questo documento rivela un metodo "do it yourself" per guarire senza dialisi o costose cure mediche. Nell'opinione dell'autore infatti sia la linfa che il sangue possono essere purificati "in vivo" (vale a dire senza togliere il sangue) semplicemente, rapidamente ed in modo economico con tecniche simili ma non invasive, tecniche qui di seguito descritte. In una conferenza (ott.19, 1991) l'autore propose questo approccio teorico per un metodo di neutralizzazione "in vivo" dell' HIV. Successivamente le sue modalità e il protocollo sono stati rivisti, perfezionati e semplificati, e resi così accessibili a tutti. Questo protocollo permette di neutralizzare più del 95% (forse addirittura il 100%) di tutti i ceppi conosciuti di HIV presenti nel sangue, nella linfa e nei tessuti e fluidi del corpo, ed è il risultato di 2 anni di sperimentazioni e feedback. Non ci sono effetti secondari conosciuti, poiché le microcorrenti utilizzate sono assai più basse di quelle usate nei vari apparecchi per tonificare i muscoli a scopo estetico o terapeutico ormai da molti anni presenti negli ospedali o nelle case. Il protocollo è stato utilizzato con successo per moltissime patologie, tra cui il cancro.
Il neutralizzatore, lo strumento che elettrifica il sangue, è di piccole dimensioni (si può tenere in tasca) e attraverso due elettrodi appoggiati su due arterie selezionate ( ad esempio sull'arteria radiale e ulnare del polso) stimola elettronicamente il sangue circolante. Il trattamento non crea alcun fastidio quando viene usato correttamente, essendo le microcorrenti molto deboli, e non ha alcun effetto dannoso dimostrabile sulle cellule del sangue o i tessuti. In effetti, come abbiamo già detto, l'elettrificazione del sangue non uccide nessun virus né danneggia le cellule, ma altera e inibisce la capacità dello strato proteico esterno del virus di attaccarsi ai siti recettori e interrompe il processo di transcrittasi inversa.
IL NEUTRALIZZATORE
Usando il neutralizzatore per 8/20 minuti al giorno per circa 4 settimane si potrà efficacemente immobilizzare il 95 % di qualunque HIV e simultaneamente qualunque altro virus elettrosensibile nel sangue. Nelle grosse infezioni le applicazioni possono essere diradate per evitare un sovraccarico di tossine. I virus immobilizzati vengono espulsi attraverso il fegato e i reni, per cui la neutralizzazione rapida è possibile ma non indicata per la possibile reazione dovuta all'eliminazione delle tossine (sindrome di Herxheimer). Eventualmente la cura sarà prolungata di qualche giorno. Con il tempo, il sistema immunitario potrà prendersi carico dei problemi residui. Nel caso dell'AIDS, le cellule T possono diminuire all'inizio (per la lisi e la successiva azione dei macrofagi) ma dovrebbero tornare nei limiti normali in 90 giorni.
IL MAGNETIZZATORE
Le riserve di HIV latenti nella linfa o altri tessuti del corpo possono essere teoricamente neutralizzati con un secondo apparecchio, che genera una intensa (19 Kilogauss) e breve (10 microsecondi) pulsazione magnetica di meno di 35 joules attraverso un applicatore posto sui linfonodi e altri possibili punti di infezione. Parecchie pulsazioni ripetute assicurano un'efficace neutralizzazione dei ceppi virali.
IL PROTOCOLLO BECK
Attenzione: una settimana prima di cominciare e durante lo svolgimento del protocollo si deve assolutamente evitare di assumere: aglio e spezie, tisane, integratori e vitamine, medicine (se non nei casi dove è assolutamente necessario) né si può fumare, poiché l'elettrificazione del sangue causa la dilatazione dei pori della membrana cellulare (elettroporazione) aumentando enormemente il trasporto molecolare nelle cellule, il che significa che si possono raggiungere livelli tossici dentro le celule dovuti a overdose. Si consiglia di iniziare dopo un periodo di disintossicazione.
1)Elettrificazione del sangue: attraverso le microcorrenti del neutralizzatore vengono immobilizzati i vari microorganismi. Applicazione di campi magnetici pulsanti: attraverso il magnetizzatore applicato sulla milza, i reni, il fegato e i nodi linfatici si neutralizzano i microorganismi latenti e si blocca la reinfezione.
2)Il magnetizzatore velocizza l'eliminazione della malattia, aiuta la disintossicazione e il sistema imunitario.
3)Argento colloidale: bevuto ogni giorno grazie al suo potere battericida aiuta ad eliminare i microorganismi ed a evitare le infezioni opportunistiche.
4) Acqua ozonizzata: bere l'acqua ozonizzata permette di ossigenare le cellule senza danni da radicali liberi in modo veloce, innocuo e assolutamente naturale. Aiuta quindi la disintossicazione dell'organismo dai metaboliti e dai microorganismi morti.
L'utilizzo di queste 4 tecniche insieme per due ore al giorno per circa 3 settimane può eliminare un gran numero di malattie che sembravano fino ad ora impossibili da sconfiggere. Queste "soluzioni teoriche" sono qui proposte dall'autore avvalendosi della libertà di parola garantita dalla costituzione. Queste informazioni quindi possono essere offerte legalmente solo come "teoriche" senza alcuna pretesa medica. Se siete malati consultate sempre il vostro medico!
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